Forever Untitled.
radiumangel:

richard siken, from “little beast”

E adesso che sono quasi le tre non mi importa non me ne frega niente se tra poco deve suonare la sveglia non me ne frega un cazzo io adesso ti vorrei qua sul mio letto ti vorrei qua mentre fuori piove mentre c’è questa stufa che scricchiola ma non riscalda un cazzo e fa solo rumore e la pioggia cade sull’asfalto freddo e ruvido e non si stanca mai e ogni tanto passa qualche bicicletta solitaria passa qualche ragazza che ride spensierata e in questo momento non vorrei sentire la pioggia non vorrei sentire la stufa che scricchiola non vorrei sentire le loro risate tutte uguali vorrei sentire la tua risata spontanea la tua risata distratta ecco l’unico suono che vorrei sentire e la tua voce delle tre di notte il tuo sguardo delle tre di notte e sulla mia pelle non vorrei sentire altro se non la tua pelle la tua bocca non vorrei sentire altro se non le tue mani le tue braccia magre che mi riscaldano meglio di questa stufa del cazzo e vorrei sentire solo quello affondare le mani nei tuoi capelli e basta non vorrei altro in questo momento alle quasi tre di notte non vorrei altro perché è buio e fa tutto un po’ male e non vorrei sentire altro se non il tuo respiro i tuoi battiti che si mescolano con i miei e non vorrei sentire altro perché ho la testa pesante amen

I don’t give a shit about grand gestures or flowers at my door, I just want your teeth across my neck and my lips pressed to the small of your back, I want your stupid fucking sense of humour making me laugh at 4am when I have to be up at 6.
— (via ruby-moon)

(Source: stayygone, via squacquerella)

They devour each other and cannot even digest themselves.
— Friedrich Nietzsche, from Thus Spoke Zarathustra (via violentwavesofemotion)

(via catastropheballerina)


A black volcanic beach near the town of Vik in southern Iceland.
Photo credit: Larry
Tocco la tua bocca, con il dito tocco il bordo della tua bocca, la disegno come se uscisse dalla mia mano, come se per la prima volta la tua bocca si aprisse, e mi basta chiudere gli occhi per rifarlo tutto e ricominciare, faccio nascere ogni volta la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna sulla faccia, una bocca scelta tra tutte, con sovrana libertá scelta da me per disegnarla con la mia mano sulla tua faccia, e che per un caso che non cerco di comprendere coincide esattamente con la tua bocca che sorride da sotto la mia mano che ti disegna.
Mi guardi, da vicino mi guardi, sempre piú da vicino, e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta piú da vicino e gli occhi si ingrandiscono, si avvicinano, si sovrappongono, ed i ciclopi si guardano, respirando confusi, le bocche si incontrano e lottano debolmente mordendosi le labbra, appoggiando appena la lingua tra i denti, giocando nei suoi recinti dove un’aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio.
Allora le mie mani cercano di fondersi nei tuoi capelli, accarezzare lentamente la profonditá dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori e di pesci, di movimenti vivi, di fragranza oscura. E se ci mordiamo il dolore é dolce, e se ci affoghiamo in un breve e terribile assorbire simultaneo dell’alito, questa istantanea morte é bella.
E c’é una sola saliva ed un solo sapore di frutta matura, ed io ti sento tremare contro di me come una luna nell’acqua.

Tocco la tua bocca 

(Julio Cortázar)

da Il gioco del mondo,Rayuela, Capitolo VII

(via defibrillatore)

(Source: kite62, via defibrillatore)

Ma il mio corpo
era come un’arpa
e le parole
e gesti di lei
come dita
sulle sue corde.

James Joyce  (via rovinelunari)

(Source: fino-al-di-la-del-tutto, via nonsichiudeunabissoconaria)

insidefrankfurt:

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